Prima la terracotta, oggi soprattutto la cartapesta. Un percorso fatto di passione, esperienza e creatività che ha portato Stefania a diventare una delle artigiane più apprezzate nel mondo della cartapesta salentina.
Tutto nasce quasi per caso, nel 2000, all’interno di un laboratorio dedicato al restauro di statue. È lì che Stefania si avvicina alla cartapesta, iniziando quasi per gioco dal restauro di una statua della Madonna del Carmine, realizzata per alcuni cari amici.
Gli anni trascorsi nei laboratori della Lecce barocca le permettono di conoscere a fondo i materiali, le tecniche e i segreti della lavorazione delle statue in cartapesta. Un’esperienza che, nel tempo, si trasforma nel desiderio di creare e dare spazio alla propria sensibilità artistica.
Da allora, tecnica e creatività si incontrano in ogni sua opera: statue e oggetti realizzati a mano, capaci di trasmettere calore, carattere ed emozione e di portare in ogni ambiente un piccolo pezzo dell’artigianato e della tradizione salentina.
Le origini della cartapesta leccese risalgono al Settecento, quando la crescita di chiese e monumenti nel Salento portò alla necessità di trovare materiali accessibili per la realizzazione delle opere sacre.
È proprio in questo periodo che la carta, insieme a materiali semplici come paglia, stracci, colla e gesso, diventa materia d’arte. Una tecnica povera nei materiali, ma straordinaria nelle possibilità, che ha permesso di realizzare statue, decorazioni e grandi opere ancora oggi custodite nelle chiese e nei monumenti del Salento.
Nel corso dei secoli la lavorazione è rimasta legata alla tradizione. La carta viene trasformata in un impasto che, attraverso diverse fasi di lavorazione e modellazione, prende forma sulla struttura dell’opera. Dopo l’essiccazione, la superficie viene rifinita e dipinta, dando vita a figure leggere, espressive e ricche di dettagli.
Dopo un periodo di minore diffusione, negli ultimi anni la cartapesta ha conosciuto una nuova riscoperta, trovando spazio non solo nell’arte sacra, ma anche nell’artigianato e nella decorazione.
Ancora oggi Lecce e il Salento rappresentano uno dei principali punti di riferimento per questa antica arte, che continua a rinnovarsi attraverso nuove forme e interpretazioni: dalle Natività ai personaggi, dalle statue agli oggetti d’arredo e alle creazioni personalizzate.
Una tradizione antica che continua a vivere grazie alle mani degli artigiani e alla passione di chi sceglie di tramandarla.
Ogni statua nasce lentamente, partendo dalle mani, dai piedi e dalla testa. Queste parti vengono modellate in argilla e poi cotte a circa 1.000 °C, come avviene per le lavorazioni in ceramica.
Si costruisce poi una struttura in ferro, che viene rivestita e impagliata per dare sostegno alla figura. La struttura viene quindi ricoperta di carta e lasciata asciugare. È da questo momento che la statua comincia davvero a prendere forma.
Si passa alla definizione dell'anatomia e poi alla vestizione, una fase particolarmente importante. È qui che Stefania interviene con maggiore libertà, scegliendo forme, volumi e dettagli per dare alla figura il carattere che desidera.
Quando la carta è asciutta, arriva il momento della fuocheggiatura. Attraverso il calore, la superficie viene nuovamente modellata e scolpita fino a raggiungere la forma desiderata.
Non è un procedimento sempre lineare: a volte è necessario aggiungere altra carta, aspettare che asciughi e tornare nuovamente al fuoco. È un lavoro fatto di pazienza e piccoli aggiustamenti, fino a quando ogni dettaglio trova il suo posto.
È così, passo dopo passo, che una semplice struttura prende vita e diventa una statua.
I tempi di realizzazione dipendono dal soggetto, dalle dimensioni e dalla complessità dell'opera.